AI

Il punto di rottura

Hosting

Hosting

Hosting

Hosting

Il punto di rottura

Definizione: sollecitazione limite di un sistema oltre la quale, in un corpo solido, si provoca una brusca soluzione di continuità, o più semplicemente una rottura, dovuta a violente forze esterne.

Per lungo tempo il meccanismo determinante del punto di rottura ha affascinato la scienza, ma oggi non si dà più molto peso a questo fenomeno, forse perché la scienza dei materiali oggi può determinare il confine tra la resistenza di un materiale e il suo punto di rottura in laboratorio, ancor prima cioè di verificarne la resistenza a prodotto finito. Mentre i media sanno che con semplici algoritmi di informazioni si possono guidare persino attività ed economia.

Insomma sembra sia diventata una ricerca scientifica obsoleta, ma ancora una volta la razza umana è superficiale nelle proprie scelte, infatti non sappiamo ancora se può davvero servire alla razza umana conoscere la regola che determina il punto di rottura in ogni cosa.

Albert Rabenstein è direttore del De Buenos Aires. Svolge attività di ricerca e conduce corsi e seminari sul potere terapeutico del suono e del suo uso come strumento di trasformazione personale
In una sua ricerca scrive questo: “…già vent’anni fa avevo osservato che alcune ciotole tibetane producono vari suoni simultaneamente, i quali si relazionano tra loro in una scala armonica. Esiste in esse un suono grave, che si chiama fondamentale, e gli altri suoni che la ciotola produce si sviluppano da questo con una relazione proporzionale.

Questi suoni possono anche essere fatti suonare individualmente e in una prova di laboratorio ho messo acqua dentro la ciotola per vedere cosa succedeva con le onde al suo interno. Così ho scoperto che ogni suono produce una informazione di ordine diversa, poiché suonando i suoni armonici separatamente nell’acqua si produceva una forma differente: i suoni armonici ordinano la materia…”

Vari tipi di esperimenti hanno provato che ad ogni suono o armonica corrisponde un disegno geometrico. Sono tutte declinazioni della medesima geometria, la nostra, quella che deriva dal Fiore della Vita. Quando ero molto giovane, era famoso l’esempio del ponte fatto crollare sotto il suono, o l’armonica, prodotta dagli anfibi di un plotone in marcia mentre lo attraversa. Basta suonare l’armonica giusta per rompere una roccia, o causare una valanga, addirittura per vincere la forza di gravità, ma allora può essere che tutto l’universo sia fondato sulle armoniche e che relazione ci può essere tra queste e il punto di rottura?

La Nasa ha recentemente scoperto che il nostro sole produce un suono rilassante come un battito cardiaco. Il suono, o questa vibrazione tradotta in un suono, unito alla luce solare,  produce i frattali che disegnano geometricamente la nostra natura. Per questo motivo i girasoli, i cavolfiori, le foglie, le onde del mare, tutto quanto conosciamo sembra disegnato utilizzando il modello matematico dell’insieme di Mandelbrot o della spirale aurea. Quindi il nostro universo in questo esempio ci insegna che devono esistere molteplici elementi per definire una sola cosa: le armoniche, la luce e la vita. Cominciando da tre.

 

 

Non possiamo quindi affermare che il concetto di punto di rottura ci possa servire solo per guidare uno o più tipi di attività. Siamo in grado ad esempio di prevedere il punto di rottura di una stella? Di prevedere quindi il momento in cui si trasformerà in una supernova? Siamo in grado di prevedere ciò che le macchie solari possono provocare al nostro pianeta in tempo reale? Siamo già in grado di prevedere quando avverrà il prossimo terremoto o l’esplosione del nostro Vesuvio ed eventualmente assistere ad una sua eruzione controllata? Siamo in grado di disegnare il fronte d’onda e di sapere quale energia occorra per dare la vita ad un seme piantato nel terreno? Siamo in grado di prevedere quando una una campagna non raggiunge il risultato aspettato?

Il discorso è molto più ampio di ciò che si possa immaginare poiché esiste un punto di rottura gestito da energie che non conosciamo, comprese le energie psichiche dell’essere umano. Spesso ci sono risposte inaspettate dalla gente, spesso ciò che lobbies si sono illuse di poter controllare, non ha avuto il decorso voluto.

È evidente che se non vogliamo essere superficiali, ci troviamo di fronte ad un calcolo da rifare da capo, ma possiamo, grazie alla legge universale dell’algoritmo e allo studio di energie che fino ad oggi abbiamo considerato ininfluenti nella nostra vita, aspettarci di approfondire ogni campo ci riguardi.

Siamo abituati a fare riferimento a singoli esperimenti di laboratorio per capire energie di altro tipo o che attribuiamo  solo a dimensioni quantiche. La Quantistica ha fatto grandi progressi, ma ad esempio non è chiaro ancora cosa mette di sé nell’esperimento, l’osservatore che modifica un’onda in una particella, eppure basterebbe un Ponte di Wheatstone per capire con che tipo di energia l’osservatore influenza l’esperimento.

Ad esempio l’entropia non è limitata solo al calcolo del calore che può essere trasformato in lavoro. L’entropia riguarda qualsiasi sistema che si può definire isolato e un sistema isolato è una forma di vita, un fiore o un fiume dentro ai suoi argini, oltre che una caldaia che trattiene tutto il suo calore. Quando un essere vivente si ammala, si può affermare che il suo stato sia entrato in entropia con batteri o virus dell’ambiente circostante? Alcune energie psichiche sono causa della nostra rete di sinapsi e le energie psichiche vanno misurate tenendo conto dell’energia del luogo dove quella popolazione vive, non solo, va presa in considerazione anche la qualità della vita, la quale può dipendere da moltissime altre ragioni. La geometria sacra non è solo quella di Leonardo. Sul nostro pianeta, come in tutto l’universo, la vita dipende dalla geometria, cioè dove c’è geometria c’è vita, dove non riesce a formarsi, significa che li c’è putrefazione o morte. Già il ricercatore giapponese Masaru Emoto 60 anni fa scoprì che vicino ai cimiteri l’acqua non riesce a formare una geometria e sappiamo come si forma la nostra geometria?

Allora calcolando l’entropia su un sistema isolato, la vita che risiede attorno ad esso osservandone la geometria, e la qualità di energia psichica forse riusciamo a fare previsioni migliori, ad esempio su una popolazione, di quelle che sappiamo fare? Forse come prima cosa dobbiamo osservare che ciò che vediamo e possiamo toccare non è tutto ciò che esiste, ma è ciò che ne subisce le immediate conseguenze, per un eventuale punto di rottura ed è proprio la realtà solida a cui teniamo di più.

Ogni cosa che per noi è vera, possiede delle caratteristiche di continuità, e se ne provoca una brusca soluzione solo a causa di violente forze esterne.

A parer mio siamo di fronte ad un paradosso, ogni cosa che per noi è vera e di cui siamo convinti della sua persistenza è anche l’unica ad andare in frantumi. Ogni cosa che per noi è evidente e vera come la materia, è nostra convinzione che sia tutto ciò che esiste e su questa realtà basiamo tutte le nostre aspettative, al pari di un polipo che porta i sassolini attorno alla sua tana, ma vive dentro ad un oceano che non conosce. E questo è vero non per uno solo ma per tutti coloro che si identificano in questo paradosso. È sempre la massa a dover superare il punto critico di rottura, è sempre la realtà di ciascuno a frantumarsi in mille pezzi a causa della nostra superficialità o ignoranza. E’ sempre nella nostra realtà creata comune che può avvenire e insieme a questa vanno trovate almeno altre due condizioni a noi invisibili perché avvenga, ma  calcolabili come semplici algoritmi.